Ten City: quando la house trovò la sua anima

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Ten City: quando la house trovò la sua anima
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Questo pòdcast è dedicato a quando la house music trovò la sua anima nei Ten City.

Devotion (1987)

Nel cuore di Chicago, quando la house music stava ancora definendo il proprio linguaggio e i dancefloor erano luoghi di libertà, sperimentazione e incontro, tre musicisti immaginarono una strada nuova. Marshall Jefferson, Byron Stingily e Herb Lawson diedero vita ai Ten City, un progetto che avrebbe dimostrato che la musica elettronica poteva avere una voce, un’anima e una profondità emotiva. In un periodo in cui molti associavano la house esclusivamente al ritmo e all’energia della pista da ballo, loro portarono nel genere la spiritualità del gospel, la sensibilità del soul e la forza della musica cantata.

Goin’ up in smoke (1994)

La nascita dei Ten City rappresenta uno dei momenti più importanti nell’evoluzione della house di Chicago. Marshall Jefferson era già una figura centrale della scena cittadina, uno dei produttori che avevano contribuito a costruire il nuovo linguaggio elettronico nato nei club. L’incontro con la voce di Byron Stingily e con il talento musicale di Herb Lawson creò un equilibrio raro: la precisione delle macchine incontrava il calore degli strumenti e la potenza di una grande interpretazione vocale. Il risultato fu un suono capace di parlare tanto ai frequentatori dei club quanto a chi cercava nella musica un’esperienza più profonda.

Whatever Makes You Happy (1990)

Il successo arrivò grazie a brani che trasformarono i Ten City in uno dei primi grandi esempi di house vocale. La loro musica conservava il battito ipnotico della Chicago house, ma aggiungeva melodie, armonie e testi capaci di raccontare emozioni universali. La voce di Byron Stingily diventò il centro del progetto: un falsetto luminoso, influenzato dalla tradizione gospel e soul, che trasformava ogni traccia in un momento di condivisione collettiva. I Ten City dimostrarono che la pista da ballo poteva essere anche uno spazio di introspezione, non soltanto di energia.

That’s the way love is (1989)

La loro filosofia musicale nasceva dall’idea che la house non dovesse scegliere tra corpo e anima. Le produzioni di Marshall Jefferson non erano semplicemente costruite per far muovere le persone, ma per creare un legame emotivo tra chi produceva la musica e chi la viveva. In un periodo in cui la scena elettronica era spesso percepita come fredda e tecnologica, i Ten City riportarono al centro l’elemento umano, trasformando sintetizzatori e drum machine in strumenti capaci di trasmettere sentimento.

Superficial People (1990)

Dopo il successo iniziale il gruppo attraversò diverse trasformazioni, fino allo scioglimento all’inizio degli anni Novanta. I percorsi dei singoli componenti continuarono però a influenzare la musica house: Marshall Jefferson rimase uno dei produttori più rispettati della scena internazionale, mentre Byron Stingily costruì una carriera solista diventando una delle voci più riconoscibili del genere. Decenni dopo, il ritorno dei Ten City ha dimostrato che la loro musica non apparteneva soltanto a un’epoca, ma a un modo ancora attuale di intendere la cultura del club.

My peace of heaven (1992)

L’eredità dei Ten City supera il successo dei singoli brani. Hanno contribuito a definire il volto più emozionale della house di Chicago, dimostrando che una musica nata dalle macchine poteva avere radici profondamente umane. Sono stati un ponte tra il gospel delle chiese, il soul delle grandi voci afroamericane e il futuro elettronico dei club. La loro storia ricorda che il vero potere della house non è soltanto nel ritmo che fa muovere un corpo, ma nell’emozione che riesce a lasciare dentro una persona.

Funny Love (1985)

Il pòdcast dedicato a quando la house trovò la sua anima nei Ten City, finisce qui! Se vuoi ascoltare tutta la musica del Disco Sauro, scarica l’applicazione gratuita In My Radio, per Apple o Andròid.


Disco Sauro è un podcast scritto da Michele Menegon. La supervisione editoriale e musicale è a cura di Alessandro De Cillia. La voce della sigla è di Fabrizio Cerruti, quella del DiscoSauro è di Matilda, mentre la produzione e il sound design è di Michael Hammer. DISCOSAURO è un podcast realizzato in memoria del maestro Gianni De Luise.

Autore

  • alessandro de cillia

    Alessandro De Cillia entra nell’organico di Radio Italia Network nel 1990: esordisce come tecnico del suono e presto giunge ad affiancare Mr. Marvin in qualità di programmatore musicale.

    Si occupa quindi della ricerca di nuovi artisti, pianifica la programmazione delle trasmissioni e cura i rapporti con le maggiori etichette discografiche (Sony, Virgin, Universal, Warner, Polygram, Emi , ….).

    Firma alcuni programmi che hanno fatto la storia di Italia Network. Il primo risale al 1993 ed è HIP & MUFFIN’ SHOW, incentrato sulla musica hip-hop e sul ragga muffin’, con lo pseudonimo Dj Delicious. Ma è forse il mastermix MADHOUSE il programma più rappresentativo della sua ricerca musicale.

    Qui Alessandro propone inizialmente una selezione mixata di House tribale per poi specializzarsi in Minimal e Intelligent Tecno. Ed è proprio la fama di MADHOUSE che lo porterà poi a lavorare come disc jockey nei migliori club della scena underground degli anni ’90 e a diventare dj-resident de La Scala, uno dei locali di riferimento per la musica di tendenza di quel tempo.

    Oggi Alessandro continua la sua ricerca musicale quotidianamente. Ha una ricca collezione di vinili che spaziano dalla musica Hip Hop alla Funky, dall'House alla Techno.

    Viene a diretto contatto con la musica in giovane età con l'elettronica ed il rock elettronico ascoltando con fascinazione i Kraftwerk ed i Rockets, successivamente si appassiona alla disco black degli anni ottanta ( S.O.S. Band , Janet Jackson , Donna Summer, e tutte le produzioni di Jimmy Jam & Terry Lewis) e soprattutto viene rapito dalla musica di Prince.

    Questo lo porterà ad indagare sulle origini della musica contemporanea del tempo e a scoprire il Soul di James Brown , il Funky di George Clinton e dei Parliament, per poi appassionarsi all' Hip Hop , genere che attingeva e traeva ispirazione proprio dalle radici della musica Black.

    Alla fine degli anni 80 si appassiona al nuovo genere musicale che sta nascendo: l'House music, prima quello melodico cantato, poi verso quello Tribale esplorando la musica Techno, sempre alla ricerca di nuove esperienze sonore.

    Così come era definito MadHouse: “l'evoluzione della musica” il suo programma mixato all'interno del Mastermix di Italia Network. La musica è concepita come un viaggio sonoro attraverso i vari generi che la caratterizzano, attingendo e lasciandosi influenzare da essi.

    Attualmente l'ascolto è indirizzato verso quegli spazi che non sono stati ancora esplorati nel passato quali la musica d'avanguardia italiana di rock progressivo , melodico disco, oltre che il genere cosiddetto “balearic”, influenzato da vari viaggi effettuati a Ibiza agli inizi del 2000.

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