Tramezzino: il celebre triangolo di pancarrè compie 100 anni. O forse no?

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Tramezzino: il celebre triangolo di pancarrè compie 100 anni. O forse no?
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Tramezzino: il celebre triangolo di pancarrè compie 100 anni. O forse no?

In uno dei primi episodi di questo podcast, quello dedicato alla storia del sandwich, eravamo finiti nell’Inghilterra del Settecento dove John Montagu, quarto conte di Sandwich, ebbe l’idea di mettere un ripieno tra due fette di pane per poter mangiare senza interrompere le proprie attività.

Da allora il sandwich ha conquistato il mondo, assumendo forme e interpretazioni diverse in ogni Paese.

Ma in Italia abbiamo una variante tutta nostra: il tramezzino.

Ultimamente se ne è parlato molto perché, secondo la tradizione, il tramezzino compirebbe cent’anni proprio nel 2026. La sua nascita viene infatti collocata nel 1926, a Torino, nello storico Caffè Mulassano in piazza Castello dove Angela Demichelis Nebiolo, moglie di uno dei proprietari, si sarebbe ispirata ai sandwich americani e li avrebbe adattati al gusto italiano, utilizzando un pane più morbido e una maggiore attenzione ai ripieni.

E poi c’è il nome.

Sarebbe stato Gabriele D’Annunzio a coniare la parola “tramezzino” per sostituire il termine inglese sandwich. Una parola elegante, tutta italiana, destinata ad avere grande fortuna.

Ma come spesso accade quando si parla di storia gastronomica, le cose potrebbero essere un po’ più complesse.

Lo storico e divulgatore Alessandro Marzo Magno invita infatti a guardare queste vicende con occhio critico.

Secondo la sua ricostruzione, molte delle storie che raccontiamo sui piatti e sui prodotti che amiamo nascono a posteriori, come strumenti di marketing o come racconti identitari che finiscono per diventare più forti dei documenti storici.

Anche nel caso del tramezzino, alcune attribuzioni non sarebbero supportate da prove definitive. Il legame con D’Annunzio, per esempio, viene spesso ripetuto, ma le fonti non consentono di affermarlo con assoluta certezza.

E forse è proprio questo l’aspetto più interessante: la storia del cibo raramente è lineare.

Ci piacerebbe individuare un inventore, una data precisa, un luogo esatto. Ci rassicura pensare che ogni preparazione abbia un momento di nascita ben definito.

La realtà, invece, è spesso fatta di influenze, adattamenti, contaminazioni.

Qualcuno vede qualcosa all’estero, qualcun altro la modifica, qualcun altro ancora le dà un nome. E, a distanza di decenni, diventa difficile stabilire chi abbia avuto davvero l’idea per primo.

Il tramezzino è un esempio perfetto di questo processo.

Nasce probabilmente dall’incontro tra il sandwich anglosassone e il gusto italiano. Prende una strada propria e diventa qualcosa di diverso.

Perché, diciamolo, un tramezzino non è semplicemente un sandwich tradotto in italiano.

Ha un pane particolare, morbido e soffice. Ha una struttura pensata per mettere in risalto il ripieno. Ha un’estetica che appartiene ai caffè storici, agli aperitivi, ai buffet eleganti.

È una preparazione che racconta un certo modo italiano di vivere il cibo: informale, ma curato.

E forse è proprio per questo che, a cent’anni dalla sua presunta nascita, continua a essere così amato.

Che sia nato esattamente nel 1926 o qualche anno prima o dopo, poco cambia.

Che D’Annunzio abbia davvero inventato il nome oppure no, probabilmente è una questione che continuerà a far discutere storici e appassionati.

Ciò che conta è che il tramezzino è entrato stabilmente nella nostra cultura gastronomica.

È uno di quei cibi che sembrano essere sempre esistiti.

E forse il vero segno del successo di una preparazione non è tanto conoscere il giorno esatto in cui è nata, quanto dimenticare che, un tempo, non esisteva affatto.

E se dopo questo episodio vi è venuta voglia di un tramezzino, fateci caso: dietro quelle morbide fette di pane si nasconde una storia molto più complessa di quanto sembri.


Le storie di cucina sono infinite, così come i suoi protagonisti. Manca il Sale, è un podcast originale di Annalisa Sandri. La voce della sigla è di Vittorio, la produzione e il sound design di Michael Hammer. Tutte le puntate di MANCA IL SALE, le puoi ascoltare su udinepodcast.it.

MANCA IL SALE lo puoi ascoltare su Amazon Music, YouTube Music e Apple Podcast.

Autore

  • Mi chiamo Annalisa e amo cucinare.
    Se è vero che è l’amore a far girare il mondo, nel mio caso è stato per amore che ho imparato a spadellare ed è per amore e con amore che spadello ogni giorno.
    Devo ringraziare chi, proprio con amore (e con tanta pazienza!), assaggia le mie preparazioni, elogiando o criticando a seconda del risultato. Ed è la stessa persona che mi ha spinta a creare questo blog!
    Confesso che non ero in grado di cucinare nemmeno una pastasciutta (il risultato era una di queste opzioni: o scotta, o cruda, o insipida o… una salina!) e mi sono avvicinata ad un mondo di sapori, profumi e colori che mi ha conquistata.
    Ho iniziato da “grande”, frequentando nel 2003 un “corso base” di cucina, e da allora non mi sono più fermata. Ho frequentato decine di corsi di cucina… imparando a preparare un’infinità di piatti.
    Devo dire che tutto ciò che è “culinaria” mi affascina: libri e film sull’argomento, ristoranti e trattorie, preparati e composti, vini e pozioni… qualsiasi cosa purché entri nel mio mondo preferito. Non mi considero una cuoca, né ho velleità di esserlo! Prendo spunti, rielaboro, riassemblo e… quando cucino non mi accorgo del tempo che passa, non ho più pensieri né preoccupazioni, perché lo stare davanti ai fornelli è per me totale e puro relax!

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