Alessandro Veronelli e Giovanni Zavagna – Costruirsi una vita
Si conoscono da quando erano bambini, ma è diventando adulti che hanno scoperto quanto le loro differenze potessero unirli. Giovanni porta il gesto, l’esperienza e il gusto concreto del fare; Alessandro, lo sguardo lungo, l’organizzazione e la curiosità di capire come far funzionare le cose. Insieme hanno trasformato un’amicizia cresciuta nel tempo in un progetto comune, senza smettere di cercare, prima del successo, una vita che gli assomigli.
Alessandro, vi conoscete da quando eravate bambini. Con Gustament, dove vi siete ritrovati davvero?
Sicuramente il punto d’incontro è il cibo, che è sempre stato un po’ il nostro piacere condiviso più grande. Poi, con Gustament, abbiamo trovato l’incastro giusto, completandoci a vicenda: Gio nel cucinare e creare, io nel contare e gestire.
Giovanni, ha imparato a cucinare guardando sua nonna. Quanto di lei è ancora dentro la sua cucina?
Sicuramente il rapporto che ho avuto con la nonna mi ha trasmesso la passione per la cucina, attraverso i pranzi della domenica, in compagnia, con il gusto di mangiare bene e di mettere amore e attenzione in ciò che preparo.
Ieri i Lego, oggi i business plan. Lei è cambiato o sono diventate più complicate le costruzioni?
Direi un po’ entrambe le cose. Sicuramente ho fatto un percorso di vita variegato per cercare di capire chi sono e trovare il mio posto. Il percorso di psicoterapia di qualche anno fa è stato certamente uno dei passi più importanti. Scoprirmi mi ha aiutato a scoprire ancora e mi ha dato gli strumenti per iniziare questa costruzione con Gio.
Ha passato anni nelle cucine degli altri. Che effetto fa entrare nella propria?
Molta soddisfazione. Il lavoro che c’è dietro l’organizzazione e il poter organizzare una cucina secondo la propria volontà è bellissimo. Anche il senso di responsabilità è diverso, perché quando lavori sotto uno chef la responsabilità è tua fino a un certo punto. Ma quando la cucina è tua, mia e del mio socio, sei responsabile di ogni aspetto, di ogni successo, ma anche di ogni errore.
State costruendo un’azienda o state cercando di costruirvi una vita?
Una vita, questo è certo. Non è il guadagno economico che ci guida, e l’abbiamo messo in chiaro fin da subito, bensì la volontà di trovare il giusto equilibrio tra la vita e il lavoro.
Il cibo per Lei è più nutrimento, piacere o memoria?
Sicuramente piacere. Quando mangio cose golose, soprattutto, sono proprio contento e rilassato. Mi piace esplorare gusti nuovi e assaggiare molte tipologie di cucina, motivo per cui cucinare mi dà molta soddisfazione.
Mi spiega perché ha scelto proprio Giovanni per rischiare una parte della sua vita?
Intanto non direi proprio «rischiare». Ho sempre voluto provare ad avere una cosa mia, per poter decidere io cosa fare e come farlo. La compatibilità con Gio ha semplificato l’aspetto pratico e operativo. Sicuramente non lo sento come un rischio, bensì come un investimento che, se va bene, bene; e se va male, avrò imparato tanto e sarò cresciuto.
Cosa ha scoperto di Alessandro lavorando insieme che da amico non aveva mai visto?
Quando abbiamo scelto di partire con il progetto, ero ben consapevole di come fosse Ale e di quale fosse il suo carattere. Ciò che ho visto nel lavoro ha confermato le aspettative, sia nel bene che nel male.
UDINESI DENTRO è un podcast originale di Michele Menegon, la voce della sigla è di Gianmarco Ceconi, la musica di Massimo Cum, la post produzione e il sound design di Michael Hammer.




